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Ci hanno riprovato (vedi il vecchio post sulla edizione 2008) ma non sono riusciti a fare la solita crudele corsa delle Oche.

Per chi non lo sapesse questa “festa” si tiene a Treviso da alcuni anni e il clou è sempre stato la “Corsa delle Oche”. L’anno scorso Trevisoanimale iniziò ad interessarsi alla questione su segnalazione di molti cittadini sensibili e denunciò su queste pagine web questa stupida e crudele manifestazione. 

Pare che la cosa sia in parte servita e che gli organizzaztori sentendosi “il fiato addosso” abbiano rinunciato alla corsa.

Ma questo non basta: quest’anno hanno comunque portato sulle Mura di Treviso numerosi uccelli in gabbia, tra cui anche delle specie selvatiche.
La vicenda è stata documentata (vedi le foto di seguito) e sicuramente Trevisoanimale non cesserà di informare riguardo a questa manifestazione, con l’obiettivo di farla cessare del tutto.
Questo perché non è ammissibile che esistano ancora degli eventi in cui si esalta e pubblicizza una pseudo-cultura incentrata sullo sfruttamento, sul denigrare e sulla morte di Animali.

Chi avesse assistito alla manifestazione e avesse commenti, notizie o documenti interessanti è invitato a commentare questo articolo.

Comunicato del 4 giugno 2009 dell’ENPA

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Sono quasi un centinaio, l’Enpa scoppia e chiede aiuto alla cittadinanza
Sterilizzate i vostri animali

Solo quotidiane le telefonate che ci segnalano il ritrovamento di mici abbandonati, perlopiù cuccioli. Tutti disperati ed affamati diversi in precarie condizioni di salute, altri con gli occhi ancora chiusi ed il cordone ombelicale attaccato, a volte si tratta di mamme gravide altre volte di adulti con evidenti problemi di salute.
Tutti accomunati dallo stesso destino: essere abbandonati per strada.
Le strutture dell’Enpa sono al collasso, tra il gattile e le abitazioni dei volontari sono quasi un centinaio i gatti ospitati dall’associazione.
Questi figli dell’ignoranza sono il frutto della crudele pretica degli abbandoni molto diffusa nella nostra provincia e la stagione è solo all’inizio.
Non ci sono parole per condannare l’abbandono segno di palese inciviltà eppure basterebbe così poco per evitare tutti questi problemi, se ogni proprietario sterilizzasse il proprio gatto tutto ciò svanirebbe all’istante.
Questo è un drammatico problema che si ripete due volte l’anno, in primavera ed in autunno, al quale l’Enpa da sola non riesce più a farvi fronte e chiede aiuto alla società, alle Istituzioni.
Un accorato appello a tutti quei cittadini civili, sensibili e responsabili affinché ci porgano una mano per aiutarci a far fronte al fenomeno poiché le nostre forze da sole non bastano più: chiunque volesse aiutarci adottando un micio o tenerlo momentaneamente in stallo in attesa di adozione o ha una micia che sta allattando o chi è disponibile ad allattarli con il biberon può mettersi in contatto con noi telefonando ai numeri: 347.5931683

Qualora ci fosse chi vorrebbe ma, per diversi motivi non è in condizioni di farlo, può comunque contribuire alle loro cure e mantenimento con un’offerta. Naturalmente tutti i mici cercano un’adozione e saranno affidati a persone affidabili già spulciati e vaccinati.

Adriano De Stefano
Pres. Enpa sez. di Treviso

Comunicato ENPA del 7 maggio 2009
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Lory: su due zampe e due ruote vuole vivere e cerca casa

Impossibilitata ad alzarsi è stata abbandonata a Mareno in mezzo ad un prato


In questi tragici momenti in cui si decide la sorte di Igor il “cattivo” è in ballo anche la sorte di una rottwailer buona come il pane. Due storie di sfortuna che speriamo possano risolversi al meglio.e la comune speranza di poter vivere. Una decina di giorni fa si è verificato un spiacevole episodio di abbandono a Mareno di Piave di una sconcertante crudeltà cioè il ritrovamento di una femmina di rottwailer priva di microchip accasciata al suolo impossibilitata ad alzarsi sulle quattro zampe. Portata all’Ospedale Città di Conegliano emerse che le zampe posteriori erano paralizzate.
Tuttavia, risultava evidente, dalla recente rasatura, dalle cicatrici sulle zampe e dal fisico ben nutrito, che Lory aveva un proprietario che se ne prendeva cura ma, evidentemente quando ha capito che diventava un problema non camminando più, ha preferito scaricarla vigliaccamente in mezzo ad un prato sapendo che da li non si sarebbe potuta muovere. Proprio per il fatto che è stata precedentemente curata non sarà difficile rintracciare i veterinario che l’ha fatto e, di conseguenza, il criminale proprietario che l’ha abbandonata.

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Tratto da Il Gazzettino:

VITTORIO VENETO (28 aprile) – Diecimila euro di multa ai due proprietari di un cane al quale veniva fatto indossare un collare con elettrodi da 6 volt. Ha inflitto una pena ben più pesante di quella richiesta dalla pubblica accusa, ieri, il giudice Angelo Mascolo del Tribunale di Conegliano a Giorgio e Giulia Bortolotto, vittoriesi rispettivamente di 56 e 28 anni.
I due dovevano rispondere di maltrattamenti in concorso ad animale. Secondo l’accusa loro rivolta, avrebbero applicato a un cane di razza spitz un collare munito di elettrodi in grado di produrre scosse della potenza di 6 volt. Ieri nel dibattimento ha testimoniato la veterinaria Paola Fossati, alla quale un cliente portò in osservazione il cane, che era stato trovato lontano dalla sua abitazione. La professionista ha riferito che lo spitz le venne portato privo di collare, ma con lesioni al collo e fuoriuscita di pus e uno stato generale di frustrazione.
In precedenza, il giudice aveva appurato, sentendo le parti, la pacificità del fatto che il cane era stato dotato di quel tipo di collare, che è stato inserito nel fascicolo come corpo del reato e mostrato alla teste.
Dopo la testimonianza della dottoressa, il giudice ha escluso dal dibattimento gli altri testi (molti dei quali della difesa) convocati all’udienza di ieri (tra di essi il veterinario e consigliere comunale Antonio Miatto e un’agente della Polizia Locale di Vittorio Veneto) e invitato le parti a concludere.
Il pubblico ministero ha chiesto che i due imputati fossero condannati a pagare 2mila euro di multa a testa, mentre la difesa ha ricordato che il collare è oggetto di libera vendita (ne è quindi vietato l’abuso, non l’uso) ed ha l’obiettivo di evitare la fuga dei cani: quello dei Bortolotto era già scappato un paio di volte, ha riferito la difesa, e nel caso esaminato ieri è stato ritrovato senza collare e diverso tempo dopo la fuga. Motivi per i quali la difesa ha chiesto il proscioglimento dei due imputati, che il giudice Mascolo ha invece condannato in primo grado a pagare 5mila euro di multa a testa oltre alle spese processuali. Con ogni probabilità i Bortolotto ricorreranno in appello.

Tratto da “Il Gazzettino” del 29 Aprile

Chi salverà il cane Igor? L’Usl 9 di Treviso non vuole lasciare nulla di intentato prima di assumere la sofferta decisione di sopprimere l’animale, come consente la legge 281.
L’animale, un meticcio bianco molto bello, aveva aggredito ben sei persone, fuggendo dal giardino dove viveva in zona Ghirada. Ospitato al canile sanitario di Ponzano a spese della proprietaria, è stato sottoposto a tutti i test possibili, con l’ausilio di veterinari comportamentisti chiamati dall’Università di Padova.
«Purtroppo sono stati confermati i primi sospetti: l’animale mantiene la forte dominanza e un grado di pericolosità elevato» spiega il dottor Paolo Camerotto, primario del servizio veterinario dell’Usl 9. In pratica Igor, nonostante i tentativi di rieducazione, non modifca il proprio comportamento aggressivo, che potrebbe causare guai anche in futuro. Reagisce ringhiando e attaccando le sagome ma anche le persone, manifestando quello che viene descritto come istinto di “dominanza”. Non riconosce cioè nessuna autorità superiore.
Che fare dunque? La legge in questi casi rende possibile la via dell’eutanasia. Una scelta difficile, che i veterinari dell’Usl 9 adotteranno quale ultima strada. Hanno infatti concesso una ulteriore “finestra” di tempo prima di assumere decisioni definitive. «Rispondiamo così all’appello che è stato fatto dalle associazioni animaliste» aggiunge il dottor Camerotto che precisa come le proposte debbano essere serie e praticabili. Una futura rieducazione con affidamento esterno non sembra facile, vista la pericolosità dell’animale.
La proprietaria, avvisata dell’esito della relazione finale, non ha fornito risposte scritte. Le uniche realtà che al momento potrebbero intervenire, data la competenza, sono le associazioni di volontari quali la Lav (Lega antivivisezione) o l’Enpa, Ente nazionale protezione animali. Ma il tempo stringe e la decisione verrò presa dai veterinari entro la fine di questa settimana

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Tratto da “Il Treviso” del 28 aprile 2009:

Un allevatore di conigli che ha lasciato morire lentamente di fame 6.000 esemplari è stato condannato a sei mesi di reclusione per maltrattamento e uccisione di animali. Lo ha reso noto la Lav – Lega Anti Vivisezione – che aveva denunciato il caso, precisando che l’allevatore – A. D., di Levada – dovrà risarcire l’azienda che gli aveva affidato gli animali all’ingrasso e pagare mille euro per il danno morale subito dalla stessa Lega antivivisezione, entrambe parti civili nel processo. Gli animali erano morti di fame.

Le testimonianze

Tratto da il Gazzettino del 3 aprile

Non è la prima volta che Igor, il cane fuggito dal giardino ieri mattina, aggredisce i passanti: «E’ già capitato altre cinque volte – racconta la titolare del negozio di fiori e piante che ieri mattina è stata morsa ad una mano – l’8 marzo scorso ha aggredito una donna in bicicletta. L’anziana è stata medicata in ospedale con 12 punti di sutura, precedentemente aveva morso altre quattro persone ».Disperato il proprietario: «In questo modo non possiamo andare avanti – sottolinea Graziano Dal Ben – abbiamo speso tanti soldi per recintare tutto il giardino, ma il cane è fuggito. E’ sempre nervoso, spero che adesso venga abbattuto. Devono sopprimerlo». I vicini sostengono che l’animale solo in questi ultimi giorni era nervoso: «Lo abbiamo visto crescere – raccontano – non era aggressivo. Negli ultimi giorni soffriva la solitudine, abbaiava costantemente, ma si lasciava avvicinare senza problemi».

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Tratto da il Gazzettino del 2 aprile

Un cane ha morso un bambino di sei anni e altre tre persone, tra cui il padrone che cercava di immobilizzarlo: tutti i quattro feriti dal pastore maremmano hanno dovuto ricorrere alle cure dei medici del Pronto soccorso, ma nessuno è in gravi condizioni. È accaduto questa mattina a Treviso. Dopo l’aggressione, il cane è stato bloccato dagli agenti della questura e quindi anestetizzato prima di essere portato al canile. Secondo una prima ricostruzione, il cane avrebbe rotto la rete di recinzione di una villetta alla prima periferia della città, scorrazzando per la strada: prima ha aggredito una mamma che era in bicicletta con il suo bambino di sei anni, mordendo tutti e due, poi si è avventato contro un fornaio e infine contro il suo padrone che cercava di immobilizzarlo.
A quel punto è stato chiamato il 113 e i poliziotti sono riusciti a bloccare il pastore maremmano. Il bambino è rimasto ferito a una spalla e grazie al cappotto e agli abiti pesanti ha evitato conseguenze più gravi.

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Tratto da Il Treviso del 30 Marzo 2009


Cani che si radunano in branco per attaccare l’uomo. Un fenomeno in proliferazione in alcuni comuni italiani. Non nella Marca, dove però gli abbandoni di cani e gatti non diminuiscono,anzi. A sentire l’Enpa, nel 2008 gli animali abbandonati sono aumentati del 30 per cento rispetto al 2007. Eppure associazioni di animalisti, volontari e tanti Comuni si stanno dando da fare per gestire al meglio questa triste abitudine, e attivandosi in campagne di sterilizzazione e microchippatura, già obbligatoria per legge.Ma ci si affida anche alle nuove tecnologie. Ora il cane da adottare si può scegliere direttamente on line, prima di andare in canile. Il COMUNE di Conegliano ha deliberato in favore di un progetto presentato dall’associazione di protesione civile Cavalieri dell’Etere. I volontari hanno attuato di loro iniziativa un sito: www.soscaniegatti.it, una sorta di vetrina dove si possono vedere le foto dei cani e gatti trovatelli da adottare, sito curato ora direttamente dall’Ospedale Veterinario di Conegliano che gestisce gli animali della Uls 7.Ora, la campagna promozionale dell’iniziativa sarà sostenuta anche dal Comune. Puntano molto sul passaparola della rete anche le ragazze di www.fidoamico.it, che hanno affittato a proprie spese tra Roncade e Monastier un piccolo rustico, adattato alle esigenze degli ospiti a quattro zampe, e che hanno attivato una piccola rete di contatti sul web. Gli internauti ricevono via mail il volantino del piccolo amico, con foto e breve storia, da scaricare e appendere in negozi, bar, bacheche e ovunque. Con questo sistema, del porta a porta virtuale allargato a tutta la regione, sono stati adottati in un anno e mezzo oltre 300 cani, che vengono seguiti anche dopo l’adozione. «Bisognerebbe anche abbattere il costo delle sterilizzazioni presso i veterinari – dice Giorgia Bacco, una volontaria – Prevenire il randagismo si può, oltre all’amore per gli animali è una questione di cultura e senso civico di tutti ». Proprio sul fronte economico ha deciso di intervenire il Comune di Vittorio Veneto. L’assessore Barbara Saltini, sta lanciando una formula inedita per chi ha intenzione di adottare un randagio: potrà beneficiare di sconti del 50 per cento per spese veterinarie in un anno e buoni per forniture alimentari presso negozi convenzionati.

Relazione e analisi abbandoni 2008 Ulss 7

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Purtroppo un altro circo che sfrutta degli animali si sta attendando in città: si tratta del famigerato tra gli animalisti Circo di Vienna, dotato anche di Zoo (ovvero Lager per animali) al seguito.

Il circo sarà al Prato della Fiera a Treviso, dall’ 11 al 14 dicembre.

 

Tutta la cittadinanza “civile” e sensibile è invitata a far sentire la propria protesta al Comune di Treviso, al circo stesso, alla stampa locale.

 

Alcune note sulle crudeltà del circo con gli animali le trovate qui (da http://www.agireora.org/circhi/index.html )

 

Il circo con gli animali è veramente divertente?

E’ naturale per un orso ballare o per delle foche giocare con un pallone? Oppure per un elefante mantenere il suo peso di diverse tonnellate sulle sole zampe posteriori? O per dei felini saltare attraverso un cerchio infuocato, considerato anche il terrore atavico degli animali per questo elemento? Obiettivamente, crediamo di NO! Invece, evidentemente, i circensi trovano che tutto ciò sia naturale e normale per gli animali.

Almeno, così affermano quando li si accusa di maltrattare gli animali. La loro esplicita ipocrisia nel negare gli evidenti maltrattamenti e prevaricazioni nei confronti degli animali che tengono prigionieri, non impedisce a chi è un minimo sensibile di vedere la cruda realtà, dietro una facciata di lustrini e divertimento. Per stravolgere completamente l’istinto di un animale, si deve necessariamente ricorrere alla violenza: per far alzare alternativamente le zampe ad un orso si ricorre a piastre e pungoli elettrici (nel passato a braci ardenti), per fa “sorridere” un pony lo si punge ripetutamente sul muso con uno spillone, in modo che durante lo spettacolo si ricordi il dolore ed esegua l’esercizio.

La stessa circense Liana Orfei sostiene che “la tigre è pericolosa perché, oltre a essere astuta, è vigliacca. La tigre ti attacca a tradimento. Mentre il leone in genere è leale (…). La iena non la domi mai perché non capisce. Puoi punirla cento volte e lei cento volte ti assale e continua ad assalirti perché non realizza che così facendo prende botte mentre, se sta buona, nessuno le fa niente.” E ancora, la signora Orfei afferma che le foche “possono essere ammaestrate solo per fame e non si possono picchiare perché lo loro pelle, essendo bagnata, è delicatissima. Ma con un po’ di pesce ottieni quello che vuoi”. Anche per insegnare alle tigri a salire sugli sgabelli, si usano la fame e le botte, continua la signora Orfei: “… poi ricomincia la storia con la carne finché la belva si rende conto che se va su riceve dieci-dodici pezzettini di carne, sa va giù la picchiano, e allora va su.”

Tutto questo dopo che l’animale è stato allontanato dal suo ambiente, nel caso dei cuccioli anche dalla madre, e posto in un luogo sconosciuto e ostile. A parte gli “spettacoli” e gli esercizi, gli animali rimangono per il resto del tempo in gabbie anguste, assolutamente non adatte a soddisfare le più elementari esigenze etologiche, a volte incatenati (come nel caso degli elefanti), soggetti al caldo e al freddo. Per molti animali non abituati al lungo inverno europeo, il freddo rappresenta un vero e proprio tormento. Anche i continui spostamenti creano gravi disagi, visto che avvengono in condizioni durissime ed estenuanti per gli animali.

Gli animali selvatici sono fatti per vivere liberi, hanno tutto il diritto di vivere la loro vita in libertà nella loro terra d’origine, non hanno commesso alcun crimine che giustifichi la loro prigionia a vita, il loro maltrattamento, e la loro umiliazione durante gli spettacoli.

Alcuni circhi hanno scelto di non utilizzare più gli animali: gli australiani “Flyng Fruit”, i canadesi “Cirque du soleil”, i francesi “Les Colporteurs”, gli americani “Minimus”, “Nuage”, “Hiccup” e molti altri, valorizzando al meglio la bravura dei giocolieri, trapezisti, clown, comici, mimi, contorsionisti. Questa è la direzione da seguire, l’unica civile.

 

Documenti di approfondimento:

Le conseguenze sugli animali degli addestramenti:
www.tradizioniviolente.org/doc/tradizioniviolente-conseguenze.pdf

Quanto tempo passano gli animali in catene:
www.tradizioniviolente.org/doc/tradizioniviolente-tempoincatene.pdf

Altri approfondimenti:
www.tradizioniviolente.org/circo1.html

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